Professione intermediario: gioie e dolori di un lavoratore autonomo

L’intermediario assicurativo è un lavoratore autonomo e come tale va incontro a molte gioie e dolori della libera professione. La flessibilità dell’orario, ad esempio, è una delle tante armi a doppio taglio che si trova maneggiare ogni giorno.

Perché ogni libertà che si prende, richiede anche responsabilità e organizzazione. È bello non dover timbrare il cartellino ogni giorno, ma sarebbe altrettanto bello se tutte le responsabilità non fossero lasciate al caso o alla nostra memoria. Incassi comunicati tardivamente, avvisi alla clientela non pervenuti, tempi lunghi per il mancato sollecito di un preventivo o di una liquidazione di un sinistro. Tutto questo è affidato esclusivamente a noi, e il modo in cui lo gestiamo definisce la nostra professionalità.

E come possiamo permettere che il fallimento della nostra memoria (o di quella dell’impiegata di agenzia) ci faccia passare per ciarlatani?

 

La flessibilità del lavoro autonomo è un’arma a doppio taglio e finisce con il farci lavorare il triplo, solo perché non siamo stati in grado di organizzarci.

Tutto questo perché spesso bisogna fare i conti con l’autogestione del lavoro. Nessuno è lì a ricordarci tutto quello che c’è da fare e, purtroppo capita, di correre come matti per evitare di arrivare a fine giornata con ancora del lavoro urgente da finire. E andrebbe anche bene se il lavoro autonomo fosse, a tutti gli effetti, autonomo. Ma nella gestione del lavoro l’intermediario deve includere gli imprevisti, spesso rappresentati dalle urgenze dei clienti che chiamano con qualche richiesta.

Il lavoro autonomo significa anche guadagno, se tutto va bene. Ma quando le cose non funzionano, l’assenza di un’azienda che ti protegga le spalle si fa sentire. Ci si impegna di più, ma a volte questo non basta lo stesso. E così ci si deprime. Non si riesce più a trovare una motivazione abbastanza forte per continuare.

Questo è un altro dei rischi e delle richieste che il lavoro autonomo ci fa: trovare in noi stessi la forza di farcela, anche quando tutto sembra buio. Nessuno ci aiuterà, quindi tanto vale rimboccarsi le maniche.

C’è un problema di dualità nella libera professione, che porta a incidenti continui che fanno confluire il lavoro nella vita privata e viceversa. Quindi succede, siccome siamo umani, di desiderare più tempo per noi mentre dovremo stare concentrati sul lavoro, e di pensare al lavoro mentre viviamo la nostra vita privata. Tutto questo peggiora ancora di più quando i conti non tornano e ci sono delle difficoltà.

Tenere tutto sotto controllo non è semplice. La mattina ci vorrebbe un assistente che ti dice cosa devi fare e per che ora. Le scadenze. Le priorità. Il lavoro autonomo, quello dell’intermediario o di chiunque, si basa sul presupposto che ogni promessa fatta è un impegno da segnare in agenda. La tua azienda ha delle responsabilità nei riguardi di quell’impegno e non c’è spazio per gli errori.

L’organizzazione, quindi, diventa vitale. Dividersi tra clienti e mandati, quietanze e nuovi preventivi, e più in generale tra lavoro amministrativo e commerciale non è qualcosa che si può gestire da soli.

Per questo arriva in aiuto la tecnologia. Abbiamo parlato del CRM assicurativo come ottimo strumento per conoscere e prevedere le necessità dei nostri clienti. Il nostro modo di non perdere niente è quello di usare un’agenda dinamica, che può mandarti in autonomia una mail mattutina con gli impegni della giornata. E, in comunione con il CRM, darti i giusti input per non perdere di vista niente.

Basta pensare che ognuno di noi ha in agenda centinaia di contatti, ognuno dei quali ha decine di eventi “interessanti” per noi: scadenze di polizze danni, termini per riscattare polizze vita o altri investimenti, estinzione di finanziamenti, ricorrenze e compleanni della propria famiglia, insomma… migliaia di spunti all’anno che ci allontanano dall’incessante e faticosissima ricerca di una nuova trattativa dal nulla, il tanto odiato contatto freddo.

Com’è dura la salita, cantava Morandi. È vero. Ma flessibilità, autogestione, e responsabilità, se presi per il verso giusto, sono tutte armi al servizio della gioia di aver messo su un’impresa completamente da soli.

 

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Cristian Santucci

Aiuto i professionisti a ottenere di più dall'intermediazione assicurativa attraverso innovazione di metodo e tecnologia.

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